Il progetto musicale nella Casa Circondariale di Monza coinvolge artisti e partecipanti in un percorso di crescita e reinserimento
Free For Music, il laboratorio musicale promosso da Orangle Records all’interno della Casa Circondariale Sanquirico di Monza, e annuncia una nuova importante tappa: l’uscita di un album con i brani scritti e interpretati dai detenuti coinvolti nel progetto. L’iniziativa, supervisionata dal punto di vista socio-educativo da Paolo Piffer, continua a distinguersi come un percorso che unisce musica, formazione e riflessione personale.
Anche questo nuovo incontro ha visto la partecipazione di artisti e professionisti del settore, tra cui Emis Killa, Jake La Furia e Camilla Ghini, che hanno dialogato con i detenuti su temi profondi e concreti come il valore del tempo, gli errori e la possibilità di cambiare il proprio percorso. Dopo i primi appuntamenti che avevano coinvolto anche Lazza e Fedez, il progetto prosegue confermando la sua forte dimensione educativa.
Il confronto: errori, tempo e seconde possibilità
La giornata si è sviluppata in due momenti distinti: una prima fase di confronto diretto e una seconda dedicata all’ascolto dei brani realizzati dai partecipanti al laboratorio. Durante il dialogo, gli ospiti hanno affrontato tematiche che, nel contesto carcerario, assumono un significato ancora più profondo: il giudizio sociale, la responsabilità personale e il valore delle seconde possibilità.

«Nella vita tutti sbagliano. La differenza sta in cosa fai dopo», ha sottolineato Emis Killa, invitando i partecipanti a non considerare mai definitiva la propria situazione e a continuare a lavorare su sé stessi.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al valore del tempo. Jake La Furia ha esortato i detenuti a sfruttarlo in modo consapevole, suggerendo la lettura come strumento di crescita personale e apertura mentale. Allo stesso tempo, ha ricordato come nella musica sia fondamentale l’autenticità: «Se racconti qualcosa che non ti appartiene, la gente se ne accorge subito».
La musica come strumento di crescita
Nel corso dell’incontro è emersa con forza l’idea della musica come mezzo di espressione e trasformazione. I partecipanti hanno presentato i propri brani, condividendo un percorso creativo costruito nel tempo e ricevendo consigli utili per migliorare e sviluppare le proprie capacità.
Il contributo di Camilla Ghini ha portato uno sguardo diverso, offrendo una prospettiva legata al mondo dei media e sottolineando l’importanza di disciplina, impegno e costanza per trasformare una passione in un percorso professionale.
In arrivo l’album dei detenuti
Il progetto si prepara ora a un passaggio fondamentale: il 27 marzo 2026 uscirà l’album che raccoglie i brani scritti e interpretati dai detenuti, portando all’esterno il lavoro svolto all’interno del carcere. Un risultato concreto che testimonia l’efficacia del laboratorio come strumento di formazione e reinserimento.

Come evidenziato da Paolo Piffer, la musica diventa in questo contesto uno strumento capace di aiutare a rileggere la propria storia e a costruire nuove prospettive per il futuro. Free For Music si configura così come un progetto continuativo, destinato a proseguire nel carcere di Monza e ad aprirsi progressivamente anche ad altri istituti penitenziari.
L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione delle istituzioni e al lavoro della direzione, degli educatori, della Polizia Penitenziaria e dei funzionari coinvolti, che hanno reso possibile ogni fase del progetto.
