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Disco dell’anno, fuori il nuovo album di Sandro Su e Antares Color

by Marco Mille
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Disco dell’anno è il nuovo album di Sandro Su e Antares Color, disponibile in vinile e su tutte le piattaforme digitali da venerdì 15 maggio per Aldebaran Records.

Il titolo introduce fin da subito un attrito. Non è un’affermazione di superiorità, né una provocazione fine a sé stessa, ma un dispositivo linguistico che si appropria della categoria del “migliore” per metterne in crisi il funzionamento. Nel momento in cui viene dichiarato, vacilla il sistema che dovrebbe legittimarlo. Non è un disco che ambisce a una classifica, ma un lavoro che mette in discussione il bisogno stesso di esistere dentro una classifica.

Il progetto Disco dell’anno si sviluppa lungo una traiettoria di trasformazione concreta. Il tempo trascorso ha inciso sulla scrittura, sul suono e sull’organizzazione del materiale: l’impulso iniziale si è fatto selezione, la quantità ha lasciato spazio alla precisione. L’energia resta, ma si distribuisce con maggiore controllo, passando dall’urgenza alla misura.

La produzione integrale di Antares Color definisce l’architettura del disco. Il suo background nel turntablism emerge in un approccio rigoroso, essenziale e attento al dettaglio. Il suono si costruisce per sottrazione: ogni elemento è necessario, ogni spazio è pensato. Le tracce diventano ambienti delimitati in cui la voce si muove con precisione.

Particolare attenzione è dedicata alle texture: bassi caldi e presenti, batterie che alternano essenzialità e complessità, e un uso consapevole di spazi e silenzi. Non è un suono che cerca l’impatto immediato, ma la costruzione di un universo coerente, dove ogni elemento contribuisce alla narrazione.

L’identità Hip-Hop attraversa Disco dell’anno in modo strutturale. Non è un riferimento esterno né un codice esibito, ma una grammatica interna che organizza ritmo, spazio e parola. Questo permette al progetto di muoversi con autonomia, senza aderire in modo prevedibile a modelli riconoscibili.

Disco dell’anno, tra introspezione ed espressività

Uno degli aspetti distintivi è la capacità di alternare momenti introspettivi e vulnerabili a aperture più dure e incisive, mantenendo sempre una forte coerenza espressiva. Le armonie richiamano spesso soul e jazz, mentre le strutture dei brani si muovono su traiettorie non convenzionali, tra cambi improvvisi e sviluppi interni alle tracce.

Anche le collaborazioni in Disco dell’anno seguono questa logica di essenzialità. Su tredici tracce, solo due presenze esterne, scelte per necessità e non per strategia. Nick C rappresenta la continuità di un percorso condiviso, lontano da dinamiche di sovraesposizione. Toni Zeno introduce invece un’energia generazionale diversa, che si innesta nel progetto con naturalezza.

Il tempo, qui, è una misura concreta. I dieci anni che separano questo lavoro dal precedente non vengono colmati, ma resi visibili e trasformati in materia. Non è un ritorno né una narrazione lineare di maturazione: è una distanza che diventa parte della struttura stessa del disco.

Anche nel posizionamento, Disco dell’anno occupa uno spazio autonomo. La sua coerenza interna vale più di qualsiasi appartenenza esterna, e suggerisce una comunicazione centrata sul linguaggio e sulla costruzione, piuttosto che sul confronto.

La pubblicazione di Disco dell’anno è accompagnata dal videoclip di “Outro in anticipo”, diretto da Fulvio Sabia: una sequenza minimale in bianco e nero che immortala il playback di Sandro Su tra luci e ombre. Nessuna scenografia, nessuna narrazione. Solo rime, beat e chiaroscuri.

Il disco fisico, in preorder dal 22 maggio, sarà disponibile in 100 copie vinile nero numerate a mano, 180 grammi, incisione DMM con cover serigrafica che include un poster autografato.

Disco dell’anno in vinile

Chi sono Sandro Su e Anatares Color

Antares Color (conosciuto anche come DJ Color) è un DJ e producer triestino con una solida reputazione internazionale legata al mondo del turntablism. La sua formazione artistica affonda le radici nella cultura Hip Hop, un percorso che lo ha portato a rappresentare l’Italia nelle finali mondiali del DMC World DJ Championship, la competizione di turntablism più prestigiosa al mondo, piazzandosi sesto.

Questa esperienza tecnica si riflette direttamente nel suo lavoro di produzione. Sebbene attivo anche in ambito elettronico con diverse etichette, Antares Color mantiene un legame stretto con il rap, caratterizzando le sue produzioni per un uso meticoloso del campionamento e dello scratch. Il suo suono si distingue per la capacità di unire il beatmaking classico alla precisione dei tagli tecnici, evitando soluzioni seriali per concentrarsi sulla costruzione di strutture solide e su misura per l’artista. Oggi il suo profilo rappresenta un punto di incontro tra la vecchia scuola del vinile e le moderne esigenze della produzione Hip Hop indipendente.

Sandro Su è un rapper e autore che incarna l’essenza più autentica e longeva dell’hip hop indipendente italiano. A Trieste dal 2009 ma originario di Termoli, la sua cifra stilistica è stata forgiata da un percorso di crescita a stretto contatto con le scene underground del Centro e Sud Italia durante gli anni ’90. In un’epoca di scambi postali di mixtape e incontri alle jam, Sandro Su ha assorbito l’attitudine cruda e la profondità dei contenuti tipica delle realtà indipendenti abruzzesi, campane, pugliesi e siciliane, maturando una visione del rap lontana dai circuiti commerciali e dai cliché del mainstream.

La vicinanza con questi movimenti ha influenzato profondamente la sua scrittura, che si distingue per un realismo schietto e una metrica solida, capace di unire la riflessione esistenziale alla cronaca di rione. Dopo anni di militanza e collaborazioni di spessore — tra cui spiccano i lavori con figure iconiche della scena nazionale come MadBuddy, Ghemon, Tormento, Esa, Dj Gruff (nei Viene e va), Speaker Cenzou, Cuba Cabal, Mr. Phil ecc… — Sandro Su ha mantenuto intatta quella “fame” di narrazione di strada che caratterizzava i pionieri.

Oggi, il suo ritorno in studio segna un punto di maturità in cui l’esperienza maturata nelle realtà indipendenti degli anni d’oro si fonde con una visione moderna, confermandolo come un artista capace di rappresentare la continuità storica e l’integrità del rap d’autore.

disco dell'anno

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