Home NewsNicko McBrain, arriva in Italia l’autobiografia dello storico batterista degli Iron Maiden

Nicko McBrain, arriva in Italia l’autobiografia dello storico batterista degli Iron Maiden

di Marco Mille

Hello Boys And Girls è il titolo dell’autobiografia di Nicko McBrain, storico batterista degli Iron Maiden, disponibile in Italia dal 28 ottobre per Il Castello, nella collana Chinaski. Un libro ricco di argomenti, dal tono schietto e irriverente, in cui McBrain ripercorre la storia degli Iron Maiden attraverso la propria esperienza, soffermandosi sui rapporti all’interno della band, sui valori dell’amicizia e della lealtà, sul proprio stile e sull’evoluzione del sound e della scena musicale dagli anni Settanta a oggi.

Gli inizi come turnista, e da qui poi prende forma una carriera costellata di avventure e disavventure, risse, arresti, bevute ed eccessi vari. Un carattere irrequieto, descritto dall’amico Lemmy dei Motörhead: «Chi cazzo ti ha licenziato questa volta, Nick? Devi imparare a tenere la bocca chiusa».

Il racconto procede tra episodi surreali e incontri memorabili: Jimmy Page e Robert Plant che gli chiedono della droga durante un volo di ritorno in Inghilterra, i Genesis che si ritrovano a suonare come gruppo spalla a un suo concerto. Fino all’ingresso negli Iron Maiden, introdotto da un ricordo emblematico: «La prima volta che incontrai Steve Harris, pensò che fossi un pappone». Il precedente batterista, Clive Burr, fu allontanato dalla band, ma i rapporti rimasero sempre cordiali e la band continuò a sostenerlo negli anni della malattia, raccogliendo fondi per le sue cure fino alla sua morte.

Da quel momento prende forma una carriera lunga quasi quarant’anni, costellata di grandi successi e premi. Il contributo di McBrain si rivela fondamentale per il suono della band: le sue radici jazz, blues e funk rappresentano un valore aggiunto nel passaggio dall’hard rock al metal.

Nicko McBrain e il rapporto con i Maiden

Decine di album e tournée mettono alla prova i rapporti tra i membri della band. Ed è proprio nelle dinamiche interne che il libro trova uno dei suoi filoni più interessanti. Steve Harris emerge come un leader meticoloso e intransigente, ma anche corretto e democratico. Dave Murray gli ricorda un gatto sornione, sempre pronto a osservare tutto con un sorriso, mentre McBrain sottolinea l’energia di Janick Gers, entrato dopo l’uscita di Adrian Smith nel 1990.

Uno spazio a parte è dedicato a Bruce Dickinson. Il suo abbandono nel 1993 provocò forti attriti con il batterista, ma le tensioni furono superate grazie alla capacità di entrambi di mettere da parte i rancori: «L’esserci detti che ci volevamo bene ha cancellato ogni vecchio rancore», racconta Nicko McBrain.

Il cambio di formazione e l’arrivo del frontman Blaze Bayley segnano uno spartiacque nella storia del gruppo. Pur dimostrando nei suoi confronti lealtà e ammirazione, McBrain non nasconde le difficoltà del periodo: la band vendeva sempre meno dischi e si esibivano davanti a un pubblico esiguo. «Se Bruce non fosse tornato, forse avremmo gettato la spugna», ammette. Il ritorno di Dickinson e Smith inaugura una nuova fase, culminata nel rinnovato successo degli anni successivi: «Quando Bruce e Adrian sono tornati, eravamo tutti più vecchi e più saggi».

Hello Boys And Girls tra aneddoti e curiosità

Il volume è disseminato di curiosità e aneddoti. A metà anni Novanta, Nicko McBrain si avvicina alla religione dopo un’esperienza spirituale dove Gesù entra nella sua vita. Ormai cittadino statunitense, esprime preoccupazione per il futuro del Paese, dichiarandosi «Preoccupato soprattutto a causa di quel buffone che lo governa». Non mancano gli episodi più irriverenti: Ace Frehley dei Kiss che lo accusa di copiargli il look; una rissa sfiorata con Tico Torres dei Bon Jovi per una bottiglia di champagne; Keith Moon che lo caccia da un locale; Tommy Lee dei Mötley Crüe che fa pipì addosso a Bruce Dickinson, e persino ossa di pollo lanciate sulla testa di Axl Rose.

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Nel 2023, dopo essere stato colpito da un ictus, Nicko McBrain decide di lasciare gli Iron Maiden a causa delle conseguenze che non gli consentono più di esprimersi al meglio. Una decisione che non significa un addio definitivo alla famiglia della band: «Faccio ancora parte della famiglia degli Iron», tiene a precisare. A completare il volume, una ricca fotogallery con immagini tratte dalla vita privata del batterista e dai momenti più significativi della sua lunga avventura con gli Iron Maiden.

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