Home Ultime UsciteXVI Religion, il nuovo album “Underground” esce domenica 1° novembre

XVI Religion, il nuovo album “Underground” esce domenica 1° novembre

di Angelo Fasolo

I XVI Religion pubblicano “Underground”, il nuovo album in uscita domenica 1° novembre su tutte le piattaforme digitali, con distribuzione Believe. Sono undici tracce, senza ospiti, a cui il collettivo hip hop di Rovigo ha lavorato per tre anni.

Il disco ruota attorno a un’idea precisa: una città immaginaria che si estende sotto la superficie, deforme e feroce, usata dal gruppo come lente per guardare la realtà di tutti i giorni.

XVI Religion, undici brani di rap hardcore

Il gruppo è formato dai rapper John Princekin, Benni e WoOf Riot e dal DJ e produttore Jack Burton. Proprio Jack Burton firma le produzioni di “Underground”, con il contributo di John Princekin, mentre agli scratch c’è DJ MS.

Il comunicato descrive l’album come un lavoro di rap hardcore legato all’hip hop classico, costruito su batterie pesanti e atmosfere cupe che restituiscono un senso di claustrofobia. Accanto a questo c’è una vena visionaria, sostenuta da un’influenza cinematografica dichiarata: nei testi compaiono diverse citazioni di film.

La città sotterranea di “Underground”

Sono gli stessi componenti del collettivo a spiegare il senso del titolo e del mondo costruito attorno alle canzoni:

«Questo disco, come suggerisce il titolo, è una discesa sotto la superficie, dentro una città immaginaria deforme, feroce e profondamente umana che abbiamo costruito attorno alle canzoni. Il grottesco ci serve per parlare di ciò che abbiamo davanti nella realtà: alienazione, rabbia, contraddizioni sociali, ricerca di senso e bisogno di appartenere a qualcosa che non sia in vendita».

Il percorso, raccontano, alterna momenti aggressivi, territori esoterici e passaggi più intimi: «Più si scende, più i mostri cominciano ad assomigliarci». Il titolo, però, ha anche un significato più diretto. «L’underground è il territorio da cui veniamo e che continuiamo ad abitare», spiegano. «Ci interessa proteggere quello spazio: quando tutto diventa addomesticato e riproducibile, spesso perde ciò che lo rendeva necessario».

Questa la tracklist completa:

  • 01 Nel ventre della città
  • 02 Qui non dovevamo esistere
  • 03 Carogne
  • 04 Solo canzoni
  • 05 Manuale per non tornare
  • 06 Tuareg
  • 07 L’onda
  • 08 Strategie
  • 09 Nati dalla strada
  • 10 Eternity
  • 11 Spiral 2

Dai 16 Barre ai XVI Religion

Il collettivo nasce a Rovigo nel 2005 con il nome 16 Barre, un riferimento alla struttura metrica classica di una strofa rap. Con il passaggio a XVI Religion il numero è rimasto, mentre la parola Religion è stata scelta nel senso di devozione assoluta: nel tempo, spiegano, il rap e la scrittura sono diventati la fede del gruppo.

Fin dall’inizio i quattro hanno lavorato in totale indipendenza, autoproducendo e autofinanziando dischi e merchandising. In oltre vent’anni hanno pubblicato diversi album e collaborato con vari artisti: con Nitro e DJ MS nel brano “S.S.S.P.” e con Slaine, membro del gruppo statunitense La Coka Nostra, nel singolo “Human Corruption’s Chronicles”. I loro testi si muovono tra flussi di coscienza, storytelling e crudezza, su sonorità scure.

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Chi segue la scena più dura del rap italiano può trovare un altro esempio recente in Lord Gravedigger, il nuovo album di Iastimo tra rap underground e visioni hardcore.

“Underground” sarà disponibile da domenica 1° novembre su tutte le piattaforme digitali. La discografia dei XVI Religion si può ascoltare sul profilo Spotify ufficiale del gruppo.

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