Welo pubblica venerdì 6 novembre il nuovo singolo “Madre”, in uscita su tutte le piattaforme digitali. Il brano mette in dialogo le sonorità urban con i tamburi e il ritmo della pizzica salentina. Il tema è preciso e pesante: la violenza sulle donne.
L’uscita è stata anticipata da un trailer. Il pezzo arriva due mesi dopo “Il sole”, il singolo realizzato con Alvaro Soler e Roy Paci e pubblicato il 4 settembre, e conclude un anno in cui il nome del cantautore salentino, all’anagrafe Manuel Mariano, classe 1999, è arrivato a un pubblico molto più ampio.
Welo e la storia di Maria in “Madre”
Al centro della canzone c’è un personaggio, Maria. Più che raccontare un caso di cronaca, il brano immagina una donna uccisa da chi diceva di amarla e prova a restituirle qualcosa di diverso dal ruolo di vittima. È lo stesso artista a spiegare da dove è partito:
«”Madre” parla di una tematica che purtroppo conosciamo fin troppo bene, ma alla quale non dovremmo mai abituarci. Non volevo fare una canzone che raccontasse la violenza in maniera didascalica, volevo immaginare Maria, pensare a quanto è assurdo che una donna possa perdere la vita per mano di qualcuno che diceva di amarla.»
La scelta di evitare il tono da campagna di sensibilizzazione è forse l’aspetto più interessante del progetto. Welo stesso, del resto, non attribuisce alla canzone un potere che non ha: «Una canzone non può cambiare le cose, ma so che certe storie non possono diventare soltanto un’altra notizia che dopo qualche giorno dimentichiamo».
Il tamburo e il ballo come reazione
La componente salentina non è un dettaglio d’arrangiamento. Nel brano tamburo e ballo, legati alle origini dell’artista, assumono un secondo significato: diventano un modo per non restare immobili davanti al dolore.
«Nel pezzo ci sono il tamburo e il ballo, che mi porto dentro da sempre e che fanno parte delle mie radici, del mio Salento. Ma qui diventano anche un modo per reagire a qualcosa che fa troppo male per restare fermi. Mi piaceva l’immagine di Maria che torna a ballare, non perché il dolore scompaia, ma perché non può essere l’unica cosa che resta di lei.»
E aggiunge che vorrebbe che quel tamburo suonasse «anche per chi non ha più voce, per tutte le donne che hanno il diritto di vivere, scegliere ed essere libere, senza dover avere paura».
Da Sanremo 2026 alla Notte della Taranta
Il legame con la tradizione salentina è una costante nel percorso di Welo. Dopo gli inizi con il collettivo 23.7, fondato nel 2017, il debutto da solista è arrivato nel 2022 con “Pass”. Nel 2023 è uscito “Malessere”, seguito nel 2024 dall’EP “WELO WE 23”, con ospiti come Enzo Dong e Mikush, e dalla collaborazione con Guè in “MY BOO”, di cui avevamo parlato al momento dell’uscita.
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Il passaggio più visibile è legato al Festival: “Emigrato”, entrata nel percorso di Sanremo Giovani, è stata rielaborata in “Emigrato (Italiano)” e scelta da Carlo Conti come sigla ufficiale della 76ª edizione del Festival di Sanremo. Sono seguiti il duetto con Anna Tatangelo in “Notte Poetica”, pubblicato l’8 maggio, e la partecipazione alla Notte della Taranta 2026, dove ha interpretato “Lu core meu”. Nel corso dell’anno ha anche annunciato il TIMA Music Fest, festival benefico a sostegno dell’onco-ematologia pediatrica dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce.
“Madre” sarà disponibile da venerdì 6 novembre su tutte le piattaforme digitali. Le altre novità discografiche della settimana sono nella sezione Ultime Uscite.